Cinque giorni di musica, culture e incontri. Dal 9 al 13 settembre 2026 l’Anfiteatro Campano di Santa Maria Capua Vetere è diventato il palcoscenico di Terra Sonans, un festival internazionale capace di trasformare uno dei luoghi simbolo della città in uno spazio contemporaneo di dialogo tra popoli.
Per cinque giorni, le pietre millenarie dell’Anfiteatro Campano hanno incontrato suoni provenienti da ogni parte del mondo. È questa, in fondo, l’immagine più significativa di Terra Sonans – Arte, Cultura e Vox Populi: un luogo nato nell’antichità che, dopo quasi duemila anni, torna a essere uno spazio di incontro, questa volta attraverso la musica.
Dal 9 al 13 settembre, Santa Maria Capua Vetere ha ospitato una rassegna internazionale ideata e diretta da Enzo Avitabile, con sei concerti gratuiti e un programma che ha riunito grandi protagonisti della scena musicale internazionale.
Un viaggio musicale senza confini
Terra Sonans ha costruito il proprio racconto attraverso linguaggi musicali differenti, mettendo in dialogo tradizioni lontane e sensibilità artistiche diverse.
Sul palco si sono alternati nomi di assoluto rilievo come Dee Dee Bridgewater, Salif Keïta, Rokia Traoré, Jan Garbarek insieme a Trilok Gurtu, oltre ai musicisti iraniani Kayhan Kalhor, Kiya Tabassian e Niloufar Mohseni.
A completare il programma, lo stesso Enzo Avitabile, protagonista di un progetto speciale insieme a Daby Touré, musicista e cantante originario della Mauritania.
Artisti, strumenti, lingue e tradizioni differenti hanno così trovato un punto d’incontro proprio nel cuore dell’antica Capua. E il risultato è stato qualcosa che va oltre il semplice concerto.
L'Anfiteatro come luogo vivo
La vera protagonista della manifestazione è stata anche la location. L’Anfiteatro Campano, uno dei più importanti monumenti dell’antica Capua e uno dei più grandi anfiteatri dell’epoca romana, ha offerto al festival uno scenario unico.
Le sue gradinate e la sua arena, per secoli testimoni di storie, spettacoli e vicende che hanno attraversato la storia della città, hanno accolto nuove voci e nuove culture. La musica ha dato così una nuova prospettiva a un patrimonio che siamo abituati a guardare come testimonianza del passato.
Terra Sonans ha dimostrato che un sito archeologico può essere anche un luogo da vivere, capace di dialogare con il presente senza perdere la propria identità.
Da Santa Maria Capua Vetere al mondo
Uno degli aspetti più interessanti del festival è proprio la sua dimensione internazionale. Artisti provenienti da Stati Uniti, Africa, Europa, Medio Oriente e Asia hanno portato a Santa Maria Capua Vetere storie e tradizioni differenti, creando un confronto che ha avuto nella musica il proprio linguaggio comune.
Una città profondamente legata alla propria storia ha così aperto le porte a culture lontane. È un’immagine che racconta bene una possibile vocazione di Santa Maria Capua Vetere: custodire il proprio passato e, allo stesso tempo, aprirsi al mondo.
Una nuova occasione per scoprire la città
Manifestazioni come Terra Sonans rappresentano anche un’opportunità per far conoscere Santa Maria Capua Vetere attraverso prospettive nuove.
Chi è arrivato in città per assistere ai concerti ha avuto l’occasione di entrare in contatto con uno dei suoi luoghi più importanti e, attraverso di esso, con una storia che affonda le proprie radici nell’antica Capua.
La musica è diventata quindi anche uno strumento di valorizzazione culturale e turistica, capace di portare attenzione su un patrimonio che merita di essere conosciuto ben oltre i confini cittadini.
Una terra che suona
Il nome stesso del festival racchiude il senso dell’esperienza vissuta in questi giorni. Terra Sonans, la terra che suona. A Santa Maria Capua Vetere ha suonato una terra antica, ma tutt’altro che ferma nel passato.
Ha suonato attraverso il jazz, la musica africana, le tradizioni mediorientali e le contaminazioni contemporanee. Ha suonato attraverso artisti e pubblico. Ha suonato attraverso l’incontro tra persone provenienti da luoghi diversi.
E per cinque giorni, l’Anfiteatro Campano è tornato a essere quello che i grandi luoghi della cultura possono essere: uno spazio di incontro, emozione e condivisione.
Terra Sonans si è concluso, ma lascia alla città un’immagine importante: quella di Santa Maria Capua Vetere protagonista di un racconto culturale internazionale, con il suo patrimonio storico al centro della scena.
Una storia antica. Un presente che suona. E un futuro tutto da ascoltare.